Erboristeria contadina

Le erbe che il borgo conosce per nome

Sulle pendici del Monte Massico e del vulcano Roccamonfina cresce una flora aromatica che da secoli accompagna la cucina, i liquori di fine pasto e i rimedi familiari del Casale. Ne abbiamo scelte dieci, quelle che ogni contadino del posto riconosce a occhi chiusi — con nome dialettale, stagione e uso reale.

Catalogo

Dieci specie, una memoria

  • Finocchietto selvatico

    Funucchièlle

    Foeniculum vulgare

    Stagione:
    Foglie da marzo, semi a fine estate
    Habitat:
    Margini di vigna e bordi di sentiero, ovunque sulle pendici del Massico

    I semi profumano la salsiccia di maiale nera casertana e l'olio nuovo del frantoio; le foglie tenere finiscono nella minestra di legumi. È la base aromatica del finocchietto, liquore di fine pasto preparato in casa con alcol e zucchero.

    • Cucina
    • Liquori
    • Tisane
  • Origano

    Réano

    Origanum vulgare

    Stagione:
    Raccolta in fiore, luglio–agosto
    Habitat:
    Versanti assolati del Roccamonfina, muretti a secco

    Si raccoglie a mazzetti, si appende a testa in giù in cantina e si sbriciola d'inverno sulla pizza di scarola e sul pomodoro del piennolo. L'aroma è più resinoso di quello pugliese, per via del suolo vulcanico.

    • Cucina
    • Tisane
  • Mentuccia (nepitella)

    Nepitèlla

    Clinopodium nepeta

    Stagione:
    Aprile–ottobre
    Habitat:
    Bordi ombrosi, vecchi orti, pietraie dei Vignali

    Profumo a metà fra menta e timo. Indispensabile sui funghi porcini del bosco di castagni e nei carciofi alla romana; un mazzetto in infusione calma il mal di stomaco dopo pranzi importanti.

    • Cucina
    • Tisane
  • Rucola selvatica

    Rucchètta

    Diplotaxis tenuifolia

    Stagione:
    Tutto l'anno, più piccante in estate
    Habitat:
    Campi incolti, terreni smossi, scarpate

    Foglia stretta, sapore acre e pepato che nulla ha a che vedere con la rucola da supermercato. Si mangia cruda con pomodoro e mozzarella di bufala, o si distilla nel rucolino, amaro digestivo della tradizione casertana.

    • Cucina
    • Liquori
  • Cicoria di campo

    Cicòria

    Cichorium intybus

    Stagione:
    Ottobre–marzo, prima della fioritura
    Habitat:
    Prati e bordi strada di tutto l'Ager Falernus

    Si va a coglierla con il coltellino dopo le prime piogge d'autunno. Sbollentata e ripassata in padella con aglio, peperoncino e olio nuovo è il contorno di domenica. La radice tostata è il caffè dei tempi di guerra.

    • Cucina
    • Medicina popolare
  • Borragine

    Vurràine

    Borago officinalis

    Stagione:
    Foglie in primavera, fiori azzurri a maggio
    Habitat:
    Orti e terreni umidi attorno al borgo

    Le foglie pelose si pastellano e si friggono — è la 'frittella di vurràine' che a Pasqua compare sulle tavole. I fiori azzurri, eduli, decorano insalate e dolci di ricotta.

    • Cucina
    • Tisane
  • Mirto

    Mùrtilla

    Myrtus communis

    Stagione:
    Bacche nere a dicembre
    Habitat:
    Macchia mediterranea bassa verso il litorale domizio

    Le bacche raccolte a dicembre, messe in infusione in alcol per 40 giorni, danno il mirto di casa. Le foglie aromatizzano il maiale arrosto in forno a legna, come si faceva quando si scendeva al mare con il calesse.

    • Liquori
    • Cucina
  • Lentisco

    Pistacia lentiscus

    Stagione:
    Bacche rosso-nere in autunno
    Habitat:
    Macchia mediterranea sulle pendici basse del Massico

    La resina masticata pulisce i denti e profuma il fiato — uso antichissimo, già documentato dagli scrittori romani che frequentavano l'Ager Falernus. L'olio estratto dalle bacche, dal colore verde scuro, era unguento per ferite e bruciature.

    • Medicina popolare
  • Corbezzolo

    Sòrva pelósa

    Arbutus unedo

    Stagione:
    Frutti a novembre, contemporanei ai fiori bianchi
    Habitat:
    Boschi misti del Roccamonfina, fra castagni e lecci

    Il frutto rosso-arancio, granuloso fuori e dolcissimo dentro, si mangia camminando lungo il sentiero. In cucina diventa marmellata densa per accompagnare pecorino stagionato; fermentato, dà una grappa dal profumo selvatico.

    • Cucina
    • Liquori
  • Asparago selvatico

    Spàrace

    Asparagus acutifolius

    Stagione:
    Turioni a marzo–aprile
    Habitat:
    Sottobosco di lecci e roverelle, siepi di campagna

    Sottili, amari, quasi neri. Si cercano alla fine dell'inverno, quando il bosco è ancora spoglio. La frittata di sparace è il piatto rituale della primavera contadina — un legame con la terra che dura da generazioni.

    • Cucina

Nota: raccogli sempre solo ciò che riconosci con certezza, in piccole quantità e mai dentro aree protette o lungo i bordi stradali. Per l'uso officinale chiedi consiglio a un farmacista o erborista qualificato.