
Pisciariello · La Piccola Lourdes
Santuario di Maria SS. delle Grazie
Il cuore mistico del borgo, alla periferia settentrionale. Custodisce una leggendaria icona della Vergine dipinta su un blocco di tufo da quattro quintali e mezzo, e l'affresco della Madonna in trono tra i Santi Sebastiano e Rocco — firmato dal maestro Iacopo e datato MCCCCCXXIIII (1524).
Il miracolo di Antonietta Fava
Una bambina di dodici anni del rione Vignai, costretta dalla matrigna a lavare i panni di notte al ruscello di Pisciariello. Una "dolce Signora" le apparve illuminando il sentiero e le disse: "Bagna e torci… Bagna e torci, figlia mia!". Il miracolo non fu cosmico: fu l'alleggerimento di una fatica ingiusta. La Vergine si rivelò solo dopo, chiedendo l'erezione della cappella.
Il sito restò in abbandono fino al 1951. Fu il parroco don Gicando Giuseppe Struffi a trasformarne il restauro in un cantiere edile per i disoccupati del dopoguerra — una primitiva ma efficace forma di welfare comunitario. Negli scavi emersero decine di affreschi e l'icona tufacea che si credeva perduta.
7 agosto 1960: il Cardinale Santiago Luis Copello incorona l'icona. 20 febbraio 2017: il Vescovo Orazio Francesco Piazza eleva la cappella a Santuario diocesano col titolo "Santa Maria delle Grazie Aiuto e sostegno della famiglia".
Centro storico · Tre navate
Chiesa Madre dei Santi Giovanni e Paolo
Cerniera architettonica e simbolica tra i rioni alti dei Vignai e quelli bassi di S. Janni. Edificata su una struttura preesistente e su un vasto cimitero paleocristiano stratificato per classi sociali — il clero sotto l'altare maggiore, il popolo nelle aree umide della cripta.
Affreschi del Quattrocento
Lo sposalizio della Vergine e L'Assunzione di Maria, riscoperti sotto strati di calce sull'intradosso di una monofora della navata sinistra.
Deposizione (1599)
Drammatica tela datata con precisione documentale, sulla navata destra.
Battesimo di Gesù al Giordano
Affresco del primo Settecento riemerso nell'area presbiteriale.
Cristo con la Croce tra i SS. Giovanni e Paolo (1734)
Grandioso affresco barocco sopra l'altare maggiore.
Porte intagliate del 1956
Scolpite dal falegname locale Giuseppe D'Angelo su disegni del prof. Luigi Pietroluongo, ispirati alle stazioni della Passione.

61 d.C. · Sulle orme dell'Apostolo
Cappella di San Paolo Apostolo
Il pilastro più antico e mitologico della topografia religiosa casalese. Costruita in giganteschi blocchi di tufo, navata unica divisa da un massiccio arco a tutto sesto.
Nel febbraio del 61 d.C., dopo il naufragio a Malta e lo sbarco a Pozzuoli, Paolo di Tarso percorse a piedi la Via Campana verso Roma. La tradizione narra che si fermò proprio qui — nei campi di Pilara, "la porta" — predicando ai contadini intenti alle vigne. In segno di ospitalità gli offrirono vino novello e lupini. Sul luogo esatto di quel banchetto, secoli dopo, fu eretta la cappella.
Le indagini archeologiche confermano: l'edificio poggia sui resti del deverticulum Adriani, un asse viario secondario voluto dall'Imperatore Adriano. Le Rationes Decimarum Campaniae del 1308 e 1326 registrano i pagamenti delle decime per la cappella — la sua antichità è certificata anche dal fisco vaticano.
