Tre luoghi sacri, un'unica fede popolare

A Casale tocchi una fede che non è folklore: entri tra affreschi rinascimentali conservati, attraversi i tre rioni che la devozione popolare ha unito, e scopri come, nel dopoguerra, sia diventata persino welfare per le famiglie del borgo.

Interno del Santuario di Maria SS. delle Grazie a Pisciariello

Pisciariello · La Piccola Lourdes

Santuario di Maria SS. delle Grazie

Il cuore mistico del borgo, alla periferia settentrionale. Custodisce un'icona della Vergine dipinta su un blocco di tufo di quattro quintali e mezzo, e l'affresco della Madonna in trono tra i Santi Sebastiano e Rocco, firmato dal maestro Iacopo e datato ai primi del Cinquecento (l'iscrizione viene letta 1524 o 1528).

Il miracolo di Antonietta Fava

Una bambina di dodici anni del rione Vignai, costretta dalla matrigna a lavare i panni di notte al ruscello di Pisciariello. Una "dolce Signora" le apparve illuminando il sentiero e le disse: "Bagna e torci… Bagna e torci, figlia mia!". Il miracolo non fu cosmico: fu l'alleggerimento di una fatica ingiusta. La Vergine si rivelò solo dopo, chiedendo l'erezione della cappella.

Il sito restò in abbandono fino al 1951. Fu il parroco don Giuseppe Struffi a trasformarne il restauro in un cantiere per i disoccupati del dopoguerra, una forma concreta, prima del nome, di welfare comunitario. Dagli scavi emersero decine di affreschi e l'icona tufacea che si credeva perduta.

7 agosto 1960: il Cardinale Santiago Luis Copello incorona l'icona.

7 agosto 2017: il Vescovo Orazio Francesco Piazza eleva la cappella a Santuario diocesano col titolo "Santa Maria delle Grazie, Aiuto e sostegno della famiglia".

Centro storico · Tre navate

Chiesa Madre dei Santi Giovanni e Paolo

Cerniera architettonica e simbolica tra i rioni alti dei Vignai e quelli bassi di S. Janni. Edificata su una struttura preesistente e su un vasto cimitero paleocristiano stratificato per classi sociali: il clero sotto l'altare maggiore, il popolo nelle aree umide della cripta.

  1. 01

    Affreschi del Quattrocento

    Lo sposalizio della Vergine e L'Assunzione di Maria, riscoperti sotto strati di calce sull'intradosso di una monofora della navata sinistra.

  2. 02

    Deposizione

    1599

    Drammatica tela datata con precisione documentale, sulla navata destra.

  3. 03

    Battesimo di Gesù al Giordano

    Affresco del primo Settecento riemerso nell'area presbiteriale.

  4. 04

    Cristo con la Croce tra i SS. Giovanni e Paolo

    1734

    Grandioso affresco barocco sopra l'altare maggiore.

  5. 05

    Porte intagliate

    1956

    Scolpite dal falegname locale Giuseppe D'Angelo su disegni del prof. Luigi Pietroluongo, ispirati alle stazioni della Passione.

Cappella di San Paolo Apostolo in tufo locale

61 d.C. · Sulle orme dell'Apostolo

Cappella di San Paolo Apostolo

Il luogo più antico e leggendario della topografia religiosa casalese. Blocchi di tufo, navata unica, un massiccio arco a tutto sesto.

Nel 61 d.C., dopo il naufragio a Malta e lo sbarco a Pozzuoli, Paolo di Tarso salì a piedi verso Roma lungo la Via Campana. La tradizione vuole che si sia fermato proprio qui, nei campi di Pilara, «la porta», a predicare ai contadini tra le vigne, e che questi gli offrissero vino novello e lupini. Dove la memoria colloca quel pasto, secoli dopo, fu eretta la cappella.

Secondo alcune ricostruzioni l'edificio insisterebbe sui resti di un tracciato viario secondario di età romana; quel che è certo è l'antichità documentata: le Rationes Decimarum Campaniae del 1308 e 1326 registrano le decime pagate per la cappella, la sua storia è certificata perfino dal fisco vaticano.