Cos'è il Falerno
Il vino più antico d'Italia ancora in produzione
Il Falerno del Massico DOC è una denominazione di origine controllata istituita nel 1989 che racchiude i vini prodotti nei comuni di Mondragone, Falciano del Massico, Carinola, Cellole e Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. È il discendente diretto del leggendario Falernum, considerato dagli autori latini il più pregiato vino dell'Impero Romano.
Bere oggi un calice di Falerno a Casale di Carinola significa degustare duemila anni di storia: la stessa uva, lo stesso suolo vulcanico, lo stesso paesaggio collinare che Marziale, Plinio il Vecchio, Orazio e Virgilio hanno cantato nei loro versi.
Storia
Dalla Roma di Augusto alla DOC del 1989
Nella tassonomia di Plinio il Vecchio il Falernum era classificato fra i vina prima notae, la categoria più alta. Marziale, negli Epigrammi, lo descrive come "immortale Falernum": un vino capace di invecchiare oltre cento anni, conservato in anfore sigillate con pece e gesso. Il suo prezzo nei mercati di Roma era proibitivo: una sola anfora poteva valere quanto lo stipendio annuo di un legionario.
Voci antiche
Marziale e Plinio sul Falerno
«Addere quid cessas, puer, inmortale Falernum?
Quadrantem duplica de seniore cado.»Perché esiti, ragazzo, ad aggiungere il Falerno immortale? Raddoppia il quarto di sesterzio dal coppo più vecchio.
«Falernus ager a ponte Campano… nec ulli nunc vino maior auctoritas. solo vinorum flamma accenditur.»L'ager Falernus inizia dal ponte di Campania… A nessun vino oggi maggiore autorità. È il solo tra i vini che prende fuoco con la fiamma.
Dopo la caduta dell'Impero, la viticoltura nell'area dell'Ager Falernus non si è mai interrotta. Le famiglie contadine di Carinola hanno tramandato vigneti e tecniche fino al riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, ottenuto il 3 luglio 1989 con decreto ministeriale.
Vitigni
Aglianico, Piedirosso, Falanghina e Primitivo
Falerno Rosso
Aglianico (min. 60%) + Piedirosso (max 40%)
Vino strutturato, tannico, di lunga conservazione. Note di prugna matura, tabacco e cuoio.
Falerno Primitivo
Primitivo 100%
Caldo, intenso, con sentori di amarena sotto spirito e cioccolato amaro. Ottimo invecchiato.
Falerno Bianco
Falanghina 100%
Fresco, sapido, minerale. Profumi di agrumi e fiori di campo. Ideale con pesce e frittate.
Falerno Riserva
Rosso invecchiato min. 24 mesi
Affinamento in legno e bottiglia. Eleganza assoluta, perfetto con cacciagione e formaggi erborinati.
Terroir
Il suolo vulcanico del Roccamonfina
Il vulcano Roccamonfina ha smesso di eruttare circa 50.000 anni fa, ma il suo lascito vive nei suoli di Casale di Carinola: tefriti, ceneri compatte e tufi grigi ricchi di potassio, fosforo, magnesio e una concentrazione rara di oligoelementi.
È questo cocktail minerale a dare ai vini del Falerno la loro firma inconfondibile: sapidità marcata, persistenza al palato, una mineralità "salina" che ricorda la cenere fredda e che li distingue da qualsiasi altro vino campano.
L'esposizione collinare a sud-ovest, la brezza marina del Golfo di Gaeta a meno di 10 km e l'escursione termica notturna completano il quadro: condizioni ideali per uve a maturazione lenta e concentrazione zuccherina elevata.
Dove degustarlo
A Casale di Carinola, cuore dell'Ager Falernus
Casale di Carinola è una delle porte storiche dell'Ager Falernus, il distretto vitivinicolo descritto dagli autori latini. Diverse cantine del borgo aprono al pubblico per visite e degustazioni guidate, spesso accompagnate da piatti tipici come la Frittata di 101 uova e i formaggi del Matese.
Estate 2026
Casale in Birra · 31 lug – 1 ago
Stand dei produttori locali del Falerno in Piazza Struffi durante la sagra della birra del borgo.
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Domande frequenti
FAQ · Falerno del Massico
- Cos'è il Falerno del Massico DOC?
- Il Falerno del Massico è una denominazione di origine controllata istituita nel 1989 nell'area dei monti Massico e Roccamonfina, in provincia di Caserta. Comprende tipologie a base di Aglianico e Piedirosso per i rossi e Falanghina per il bianco, ed è considerato l'erede diretto del Falernum decantato dagli autori latini.
- Quali vitigni si usano per il Falerno?
- Il Falerno Rosso si produce con Aglianico (minimo 60%) e Piedirosso (massimo 40%). Il Falerno Primitivo nasce dall'omonimo vitigno autoctono. Il Falerno Bianco è 100% Falanghina, varietà di antichissima coltivazione campana.
- Perché si chiama 'vino degli imperatori'?
- Marziale, Plinio il Vecchio, Orazio e Virgilio lo citano come il più pregiato vino dell'Impero Romano. Veniva servito nelle coppe d'oro dei patrizi e raggiungeva prezzi altissimi nei mercati di Roma. La sua fama era tale che il termine Falernum era sinonimo di lusso e raffinatezza.
- Cosa rende speciale il terroir di Casale di Carinola?
- I vigneti casalesi insistono su suoli tefritici di origine vulcanica, ricchi di potassio, fosforo e minerali rari emessi dal complesso del Roccamonfina (vulcano spento da circa 50.000 anni). Questo conferisce ai vini struttura, sapidità minerale e longevità eccezionale.
- Dove posso degustare il Falerno a Casale di Carinola?
- Diverse cantine del borgo aprono al pubblico per visite e degustazioni. Durante la sagra Casale in Birra (fine luglio – inizio agosto) trovi stand dedicati ai produttori locali del Falerno del Massico in Piazza Struffi.
- Con quali piatti si abbina il Falerno Rosso?
- Il Falerno Rosso si sposa con carni rosse, agnello al forno, formaggi stagionati (pecorino del Matese), salumi di cinta senese e i piatti tradizionali pasquali del borgo come la Frittata di 101 uova.

